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01
Lug
2019

Il futuro dei packaging e degli imballi

La raccolta differenziata è diventata ormai una necessità ma a questa nuova attività se ne devono aggiungere di nuove che possano diminuire il nostro impatto sul pianeta.

Le imprese di produzione possono già farlo ed utilizzare tale attività a proprio favore.


I packaging diventano rifiuti 

Il problema della gestione dei rifiuti è ormai un dato di fatto, proprio per questo molti Paesi si sono “imposti” una gestione sostenibile, ovvero la raccolta differenziata che ogni anno viene resa obbligatoria in un numero sempre crescente di amministrazioni pubbliche.
La raccolta differenziata svolge un duplice ruolo: da una parte diminuisce l’impatto che i rifiuti hanno sull’ambiente, dall’altra riduce lo sfruttamento delle risorse del pianeta perché lo stesso materiale viene riutilizzato. Le problematiche del riciclo e del riuso sono intimamente legate ai sistemi di raccolta.

raccolta differenziataÈ possibile dividere la raccolta differenziata in due tipologie: quella di strada e quella porta a porta. Mentre la prima non ha controlli e molto spesso viene fatta non in maniera ottimale, la seconda (che sarà lo standard dei prossimi anni) viene controllata e articolata in modo migliore.

La gestione della raccolta differenziata prima di tutto è a carico dello Stato che deve creare il sistema raccolta, trasporto, controllo e consegna alle società che poi riutilizzeranno la materia, e poi dei cittadini che devono svolgere tutte le attività di smistamento, stoccaggio in casa e consegna. Il materiale differenziato è destinato a società che trasformano e rivendono la materia per creare nuovi prodotti e/o imballi da immettere in commercio.

 In questo modo lo Stato ha un beneficio economico perché non deve più pagare lo smaltimento e può vendere “lo scarto”. Anche le imprese ricevono un guadagno perché usufruiscono di una "materia" che possono trasformare e vendere... E i cittadini? Hanno l’obbligo di svolgere bene la raccolta con un dispendio di tempo e, a volte, di energia (si pensi che tutti i contenitori devono essere lavati prima di essere differenziati) senza nessuno sgravio fiscale (tranne che per poche virtuose amministrazioni).

 

La gestione dei rifiuti

In passato la tassa sui rifiuti comprendeva un costo di smaltimento, oggi con la differenziata, e quindi con il “lavoro gratuito” di divisione che viene svolto dai cittadini, lo scarto diventa un prodotto-valore da vendere che dovrebbe, quindi, in parte abbassare tale tassa.

(Per facilità di comunicazione chiameremo packaging, incarti ed imballi con il nome generico di imballo)

La raccolta differenzia è un'attività che per etica e rispetto del pianeta deve essere fatta, ma perché in questa nuova politica mondiale devono essere coinvolti solo gli stati e i cittadini e non le imprese che producono imballi?

 

Il piccolo esercente

Immaginiamo una grande officina meccanica che in media compri circa 40/50 pezzi di ricambio al giorno ognuno chiuso in un imballo composto da:

  • Foglio di plastica che avvolge il pezzo di ricambio
  • Polistirolo che protegge da urti
  • Foglio di istruzioni in carta
  • Cartone che racchiude tutto
  • Grappette di metallo che tengono il cartone chiuso
  • Scotch che chiude la parte superiore del cartone
  • Foglio di plastica applicato sul cartone, con scotch, che contiene la bolla di trasporto

Ecco adesso moltiplichiamo tutto questo per 50 ed immaginiamo il tempo necessario per dividere tutte queste materiali. Praticamente uno operatore dell'officina dovrà dedicare circa 2/3 ore al giorno del suo tempo lavorativo per consegnare uno scarto ben diviso a qualche società che poi da quello scarto trarrà  profitto.

Quello dell'officina meccanica è solo un esempio che può essere applicato a qualsiasi attività commerciale, oltre che ai cittadini comuni.

 

Etica e responsabilità sociale delle imprese

migliorare la raccolta differenziataLa verità è che oggi le imprese che producono hanno la totale libertà di creare imballi lasciando poi il problema dei rifiuti a chi acquista, e questo avviene perché i consumatori non hanno il potere decisionale, prerogativa di uno  Stato che pensi al benessere sociale SI!

In uno Stato orientato al benessere sociale ci dovrebbero essere leggi che prefiggendosi la riduzione del sovra-imballaggio, guidino le imprese alla realizzazione di imballi ecosostenibili e di facile smaltimento.

Lo Stato dovrebbe prevede una tassazione maggiorata per le società che hanno dei punteggi di ecosostenibilità  insufficienti ed offrire sgravi alle società virtuose.

I parametri di valutazione potrebbero essere:

  • Grado di inquinamento creato nella produzione dell’imballo
  • Grado di utilizzo di materie prime riciclate
  • Quantità di materie diverse contenute in un diverso imballo (per esempio un imballo fatto solo in carta senza aggiunta di altre materie)
  • Grado di facilità nello smaltimento (nel caso di prodotti composti da più materie, l’imballo deve essere realizzato in modo tale che la divisione per la raccolta differenziata sia semplice)

Con leggi che incentivino la produzione di imballi ecosostenibili, ecco quale sarebbe il tipo di imballo che l'officina meccanica riceverebbe:

  • Foglio di carta che avvolge il pezzo di ricambio
  • Cartoncino stropicciato o cartone a misura che protegge da urti
  • Foglio di istruzioni in carta
  • Cartone che racchiude tutto
  • Cartone chiuso con sistema di fustelle ad incastro
  • Scotch carta che chiude la parte superiore del cartone
  • Foglio di plastica applicato sul cartone, con scotch carta, che contiene la bolla di trasporto

Così facendo l'operatore dell'officina dovrà solo togliere la plastica che contiene la bolla di trasporto e tutto il resto lo potrebbe riporre nel contenitore della raccolta della carta. In questo modo gli imballi immessi in commercio sarebbero sicuramente ecosostenibili e più facilmente smaltibili.

 

Trarre vantaggio da un Packaging sostenibile 

Questa idea di eco sostenibilità potrebbe essere già applicata da molte imprese che ne avrebbero un vantaggio; infatti se fossi il responsabile Marketing di una società che produce merci che richiedono un imballo, lo realizzerei di facile smaltimento e di impatto ambientale molto ridotto rispetto anche alla concorrenza. In un'epoca nella quale il tempo è la nuova moneta, questa diversità la si potrebbe usare come leva di eccellenza e di differenziazione, offrendo ai clienti un valore aggiunto ovvero la facilità e velocità dello smaltimento: “questo imballo si ricicla con 2 semplici mosse”  oppure “questo imballo si ricicla in soli 3 secondi”; per non parlare poi dell’immagine dell’azienda che figurerebbe come “attenta alla sostenibilità.”

È probabile che la nuova politica di riduzione del sovra-imballaggio e del suo impatto ambientale provochi reazioni in quelle società obbligate a raccogliere tale sfida nel processo di produzione impiegato.

Se vogliamo veramente un mondo più pulito e meno sfruttato,
la sola raccolta differenziata non basta,
il passo successivo è la produzione di imballi ecosostenibili.

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Walter Cagossi
Dott. Walter Cagossi

Consulente Marketing per piccole e medie imprese

Dal 2010 svolgo l'attività di Consulente Marketing con l'obiettivo di sviluppare business attraverso Strategie di Marketing. Sono appassionato al Maketing di cui leggo, mi informo e scrivo sul blog WalterMarketing.

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